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I N Q U A D R A M E N T O T E R R I T O R I A L E E
D E S C R I Z I O N E P A E S A G G I S T I C A


Il SIC “Montagna Spaccata - Rupi di San Mauro” costituisce uno dei lembi di territorio che conserva un buon grado di naturalità all’interno di un contesto territoriale fortemente antropizzato, quale è la fascia costiera a nord di Gallipoli, a ridosso del quale si salda il mosaico delle campagne coltivate e diffusamente insediate (fig. 1). La trama dell’insediamento compatto sulla costa viene interrotta solo dall’esile fascia delle pinete di rimboschimento sul cordone dunale, comprese comunque in strutture ricettive turistiche all’aperto e soggette alla forte pressione del turismo balneare e dell’edificazione abusiva e non, spesso immediatamente a ridosso di tale pineta (fig. 2).
Se si allarga lo sguardo all’intero territorio circostante il SIC, le risorse
della naturalità sono date dai parchi naturali regionali Isola S. Andrea –
litorale di Punta Pizzo a sud e
Portoselvaggio a Nord. A queste due aree vanno poi aggiunte altre più piccole,
ma non meno importanti, risorse di naturalità: pinete di rimboschimento, residui
di macchie e garighe insistenti sulla costa e nell’entroterra nella zona di
Gallipoli e di Santa Caterina. La connettività ecologica tra le risorse naturali
presenti, anche in assenza di veri e
propri corridoi di naturalità, può contare sulla grande matrice olivetata.
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In corrispondenza della località “Ròssina”,
Dal punta di vista della qualità percettiva l'area SIC è indubbiamente un
fattore fortemente qualificante l'area costiera, anche perché gran parte
dell'insediamento in questione non è pianificato e quindi carente anche delle
basilari infrastrutture di supporto. Arretrato rispetto alla stretta piana
costiera dove sorgono le marine di Rivabella e Lido Conchiglie, il costone
roccioso costituisce una quinta territoriale di alto valore paesaggistico. La
parte sud del sito, delimitata dalla S.P. 194 che collega l'abitato di Sannicola
alla litoranea (S.P. 108), presenta un paesaggio caratterizzato da rocce
affioranti (a causa dell’ impoverimento dello strato di terreno vegetale) e
dall’aspetto cangiante che l’alternarsi delle stagioni dona alla vegetazione
annuale tipica degli ambienti pseudo-steppici (vedi fig. sotto).
Nei pressi di località “Montagna Spaccata”, la presenza di una pineta di
rimboschimento (Pino d'Aleppo) che occupa buona parte del costone, interrompe la
distesa steppica di graminacee e genera un paesaggio di segno opposto, una
vegetazione sempreverde immediatamente alle spalle della marina di Lido
Conchiglie che “dialoga” con le rupi (vedi fig. a sinistra).
Al di là del ciglio del costone roccioso, si estende una vasta area
pianeggiante caratterizzata da un pascolo incolto misto a nuclei di
ricolonizzazione della vegetazione tipica della gariga; l’area è interessata da
un diffuso affioramento del substrato calcareo che ha fornito la materia prima
per la costruzione di diversi manufatti in pietra a secco (fig.
7). Immediatamente a ridosso si estende un comprensorio di numerose
micro cave, coltivate a mano, ora abbandonate e ormai diventate ricettacolo di
rifiuti. Questo fenomeno costituisce un grave fattore di minaccia dell’integrità
della falda idrica sottostante anche in considerazione della tipologia degli
strati calcarenitici sottostanti fortemente fessurati e permeabili (fig.
8).




L'Abbazia e gli altri beni diffusi

IL TERRITORIO
TRA
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