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S.I.C. 

I N Q U A D R A M E N T O  T E R R I T O R I A L E   E  
D E  S C R I Z I O N E   P A E S A G G I S T I C A

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S.I.C. 

Il SIC “Montagna Spaccata - Rupi di San Mauro” costituisce uno dei lembi di territorio che conserva un buon grado di naturalità all’interno di un contesto territoriale fortemente antropizzato, quale è la fascia costiera a nord di Gallipoli, a ridosso del quale si salda il mosaico delle campagne coltivate e diffusamente insediate (fig. 1). La trama dell’insediamento compatto sulla costa viene interrotta solo dall’esile fascia delle pinete di rimboschimento sul cordone dunale, comprese comunque in strutture ricettive turistiche all’aperto e soggette alla forte pressione del turismo balneare e dell’edificazione abusiva e non, spesso immediatamente  a ridosso di tale pineta (fig. 2).

Se si allarga lo sguardo all’intero territorio circostante il SIC, le risorse della naturalità sono date dai parchi naturali regionali Isola S. Andrea – litorale di Punta Pizzo a sud  e Portoselvaggio a Nord. A queste due aree vanno poi aggiunte altre più piccole, ma non meno importanti, risorse di naturalità: pinete di rimboschimento, residui di macchie e garighe insistenti sulla costa e nell’entroterra nella zona di Gallipoli e di Santa Caterina. La connettività ecologica tra le risorse naturali presenti, anche in assenza di  veri e propri corridoi di naturalità, può contare sulla grande matrice olivetata.

 

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In corrispondenza della località “Ròssina”, 5 km a nord di Gallipoli, il rilievo delle Serre Salentine corre parallelamente alla costa, distanziandosi da questa di circa 600 m verso l’interno. La stretta piana costiera che si forma è occupata da edilizia abusiva non pianificata che giunge fino ai margini del cordone dunale e che ha occupato un’area in passato interessata da ristagni e bassure umide. A nord la piana costiera si assottiglia man mano che le Serre si avvicinano alla costa; questa zona è occupata dall’insediamento di Lido Conchiglie, marina dei comuni di Gallipoli e Sannicola (fig. 3). In località “Montagna Spaccata” il gradino delle Serre si affaccia direttamente sul mare con un breve tratto di falesie, attraversato (“spaccato”) dalla litoranea Gallipoli-Porto Cesareo. Sempre in direzione Nord il rilievo si dispone nuovamente parallelo alla costa, arretrando e presentando un costone meno ripido, per poi riaffacciarsi sulla costa con la falesia di Portoselvaggio.

Dal punta di vista della qualità percettiva l'area SIC è indubbiamente un fattore fortemente qualificante l'area costiera, anche perché gran parte dell'insediamento in questione non è pianificato e quindi carente anche delle basilari infrastrutture di supporto. Arretrato rispetto alla stretta piana costiera dove sorgono le marine di Rivabella e Lido Conchiglie, il costone roccioso costituisce una quinta territoriale di alto valore paesaggistico. La parte sud del sito, delimitata dalla S.P. 194 che collega l'abitato di Sannicola alla litoranea (S.P. 108), presenta un paesaggio caratterizzato da rocce affioranti (a causa dell’ impoverimento dello strato di terreno vegetale) e dall’aspetto cangiante che l’alternarsi delle stagioni dona alla vegetazione annuale tipica degli ambienti pseudo-steppici (vedi fig. sotto). 














Nei pressi di località “Montagna Spaccata”, la presenza di una pineta di rimboschimento (Pino d'Aleppo) che occupa buona parte del costone, interrompe la distesa steppica di graminacee e genera un paesaggio di segno opposto, una vegetazione sempreverde immediatamente alle spalle della marina di Lido Conchiglie che “dialoga” con le rupi (vedi fig. a sinistra).

Proseguendo verso nord,  la pineta, soggetta a ripetuti incendi nel corso degli ultimi anni, diventa più rada. Poco più a nord a ridosso di Santa Maria al Bagno, la pineta lascia spazio nuovamente alla pseudo steppa (vedi fig. a destra).

 Al di là del ciglio del costone roccioso, si estende una vasta area pianeggiante caratterizzata da un pascolo incolto misto a nuclei di ricolonizzazione della vegetazione tipica della gariga; l’area è interessata da un diffuso affioramento del substrato calcareo che ha fornito la materia prima per la costruzione di diversi manufatti in pietra a secco (fig. 7). Immediatamente a ridosso si estende un comprensorio di numerose micro cave, coltivate a mano, ora abbandonate e ormai diventate ricettacolo di rifiuti. Questo fenomeno costituisce un grave fattore di minaccia dell’integrità della falda idrica sottostante anche in considerazione della tipologia degli strati calcarenitici sottostanti fortemente fessurati e permeabili (fig. 8).

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